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Rassegna Stampa a cura di Luca Mantini



RINGO STARR RICEVE LA STELLA SULLA HOLLYWOOD WALK OF FAME
(from: music.fanpage.it)

RINGO STARR HOLLYWOOD

 

9 febbraio 2010


La sua stella è stata collocata vicino a quelle dei suoi ex compagni di band John Lennon e George Harrison.

Centinaia di fan, giovani e meno giovani, dei Beatles si sono riuniti Lunedì notte per vedere l’ex Fab Four Ringo Starr ricevere la propria stella sulla Hollywood Walk of Fame.

Richard Starkey, questo il vero nome dello storico batterista, va ad aggiungersi ai precedenti 2,041 personaggi famosi che hanno ricevuto una stella sulla popolare strada di Los Angeles. Ringo Starr è stato omaggiato dal sindaco Antonio Villaraigosa e la sua stella è stata installata di fronte all’edificio Capitol Records, vicino a quelle dei suoi ex compagni di band John Lennon e George Harrison (ecco la foto sul sito del Los Angeles Times).

Insieme all’ex Beatles erano presenti la moglie, Barbara Bach, i musicisti Jay Walsh, Ben Harper, Don Was, il regista David Lynch e l’attore Noah Wyle.

Starr è nato il 7 luglio 1940 a Liverpool, in Inghilterra. A 17 anni, entrò a far parte della Eddie Clayton Skiffle Band e nel 1959, entrò a far parte dei Raving Texans, nel quale fu iniziato a chiamare Ringo Starr a causa dei numerosi anelli che portava. Nel 1962 sostituì Pete Best all’interno della formazione dei Fab Four.

Biagio Chiariello




SOCCORSI AD HAITI, YOKO ONO GUIDA LA MOBILITAZIONE DI ARTISTI E POP STAR
(from: Exibart.com)

WYCLEF JEAN FOR HAITI

 

16 gennaio 2010


Per la prima volta nella storia, fra i maggiori canali su cui sono corse le informazioni e gli appelli ci sono i social networks, su tutti Facebook e Twitter. E proprio dalla pagina Twitter di Yoko Ono, grande artista protagonista di Fluxus e compagna in vita di John Lennon, pare sia partita la corsa di artisti e pop star alla solidarietà per la popolazione di Haiti, vittima del devastante terremoto dei giorni scorsi.

Fra i primi a raccogliere gli appelli Brad Pitt e Angelina Jolie, che da soli hanno devoluto un milione di dollari a Doctors Without Borders, il golfista Tiger Woods, con ben 3 milioni di dollari, e poi personaggi come Shakira, Oprah Winfrey, Chris Martin, Jessica Alba, Wyclef Jean.

HELP HAITI – Here’s how

Agire, l'Agenzia italiana per la Risposta alle Emergenze, ha attivato l'sms solidale 48541 per donare da 2 euro da telefonini Tim, Vodafone o da rete fissa Telecom Italia. Il numero sara' attivo fino al 31 gennaio




TRIBUTO A GEORGE HARRISON
(from: BeatlesNews.com)

GEORGE HARRISON STAR

 

27 Novembre 2009


NEW YORK - Il gruppo di pacifisti Alliance for Survival terrà un tributo a George Harrison, in occasione dell'ottavo anniversario della sua morte, domenica 29 novembre a mezzogiorno presso la stella della new Hollywood Walk of Fame a lui dedicata
.

Tutti i fan di Harrison e dei Beatles presenti a questo tributo pubblico si prenderanno per mano e formeranno una catena umana di speranza per la pace mondiale tra la stella di Harrison e quella di Lennon.

George Harrison è nato a Liverpool, Inghilterra il 25 febbraio 1943 e morto a Los Angeles il 29 Novembre 2001 dopo una lunga battaglia con il cancro.

L'8 dicembre, a partire dalle sei del pomeriggio, un altro tributo pubblico per il ventinovesimo anniversario della morte di John Lennon, si terrà presso la stella della Walk of Fame dedicata a Lennon.


Il messaggio di Olivia Harrison in onore del marito:

Chris Carter, host of "Chris Carter's 'Breakfast With the Beatles," got a message from Olivia Harrison for the anniversary of George Harrison's passing

It read, Thank you Chris and each one of you for remembering George today.

The love we feel for him grows and grows. I think of George and a million wonderful things flood my mind and heart. And a million things in the world remind me of him, from a leaf blowing across the sky to hum of a guitar string. God bless us all.

Send your warm loving thoughts to all the people in the spiritual sky and your kind actions to the people here in the material world, especially those in need.

Love from Olivia and Dhani




LA IMAGINE PEACE TOWER SI ACCENDE IN SECOND LIFE
(from: AFP)

IMAGINE PEACE TOWER

 

10 Ottobre 2009


SAN FRANCISCO - Poche ore dopo l'accensione annuale dell'Imagine Peace Tower in Islanda, una versione virtuale della torre di luce, tributo a John Lennon, ha aperto i battenti in Second Life
.

"Mi auguro che tutti noi andremo a visitarla quando si accende al tramonto, perchè essa diffonde le nostre speranze di pace attraverso Second Life," ha detto la vedova Yoko Ono in un messaggio nel suo sito imaginepeace.com.

"Ricordate, ognuno di noi ha il potere di cambiare il mondo." ha detto l'avatar (personaggio animato che identifica un utente nel mondo virtuale di Second Life) di Yoko durante la cerimonia di accensione in Second Life e ha ballato con altri avatar fino all'alba virtuale.

Poi ha lasciato il mondo virtuale ed è saltata sul palco in Islanda a cantare "Give Peace a Chance" con suo figlio Sean e dei musicisti locali prendendo parte ad un concerto in onore di Lennon. La torre sull'isola in Second Life è stata realizzata sulla base di quella reale, che usa degli specchi per riflettere nel cielo la luce dei suoi potenti proiettori da una piattaforma bianca di 17 metri di diametro.

La Imagine Peace Tower è stata inaugurata in Islanda il 9 ottobre 2007 in quello che sarebbe stato il sessantasettesimo compleanno di Lennon.
Il leader dei Beatles, autore di canzoni come "Imagine" e "Give Peace a Chance", è stato ucciso a New York nel 1980.

La luce, che risplende nel firmanento da un'isola vicino a Reykjavik, è così potente da poter essere vista dallo spazio. La torre viene accesa ogni anno, dal tramonto all'alba, dal 9 ottobre, giorno in cui è nato Lennon, all'8 dicembre, giorno della sua morte. Il tempo, in Second Life, è accelerato, perciò la torre si accende (e si spegne) più volte nell'arco di una giornata reale.

Sopra alla torre virtuale c'è un gruppetto di nuvole dove gli avatar possono socializzare, meditare, o raccogliere impressioni. In Second Life sono state aggiunte sorgenti termali virtuali per il fatto che la Imagine Peace Tower reale è alimentata dall'energia geotermica. Secondo la Linden Lab, compagnia di San Francisco che gestisce il mondo virtuale di Second Life, gli avatars possono anche fare un giro dell'isola su una mongolfiera virtuale.




IL RAGAZZINO CHE INTERVISTO' LENNON
(from: corrieredellasera.it)

I MET THE WARLUS

 

11 maggio 2009

MILANO — Il ragazzino travestito da reporter con la giacca dei giorni di festa, la macchina fotografica del papà e la cinepresa super 8 del fratello maggiore a tracolla bussa alla porta della camera d'albergo di John Lennon e Yoko Ono

«Canadian News», dice bluffando clamorosamente, con il cuore in gola. Ma in questa storia le bugie, per una volta, hanno le gambe lunghissime, e «Canadian News» suona come «apriti Sesamo». Perché, dall’altra parte, qualcuno apre la porta.

Comincia così il giorno più bello della vita di Jerry Levitan, 26 maggio 1969, quando il liceale di 14 anni diventò giornalista per un giorno, entrò nella suite del suo idolo con uno stratagemma e lo intervistò per 50 minuti. La storia di Jerry nel corso degli anni è diventata una specie di leggenda metropolitana, una delle fiabe (vere, e sono poche) del rock. E’ stata anche trasformata dallo stesso Levitan in un «corto» a cartoni animati, nomination all’Oscar nel 2008 con il titolo I met the walrus («Ho incontrato il tricheco», dalla canzone dei Beatles «I Am the Walrus»), 5 minuti ispirati ai disegni un po' pazzi di John.

E adesso «I met the walrus» diventa anche un libro in uscita a giugno negli Stati Uniti e in Canada, editore Harper Collins: storia di quel giorno e autobiografia di Levitan, che oggi fa l'avvocato, l'attore (anche in un episodio del telefilm «The West Wing»), l'intrattenitore per bimbi alla tv canadese («Sir Jerry», una spe­cie di Mago Zurlì). L'editore promette «disegni dell'artista James Braithwaite, foto inedite, un dvd con l'audio dell’intervista e riprese video» (perché Jerry, con la cinepresa Super 8 del fratello, realizzò anche delle goffe riprese).

Se dopo quarant’anni l'intervista del ragazzino canadese al suo idolo — il 1969 è già l’anno dei bed-in, le conferenze stampa pacifiste di John e Yoko a letto insieme, l’anno di John in capelli lunghi e occhialini tondi e barbona da predicatore che lo faceva apparire più vecchio dei suoi 28 anni, tunica e piedi scalzi, fase terminale della storia dei Beatles — è ancora così significativa c’è un motivo: perché in realtà quel giorno al King Edward Hotel di Toronto fu la star più grande del mondo («Ades­so noi Beatles siamo più famosi di Gesù», aveva scherzato John tre anni prima, sull’Evening Standard del 4 marzo 1966, data storica nell’albo dei ricordi dei Beatles-maniaci e peraltro ormai anche riabilitata dall’Os­servatore Romano) a intervistare il ragazzino. Non il contrario. Fu Lennon a chiedere a Jerry Levitan cosa ne pensassero gli studenti canadesi della guerra, e del loro primo ministro (Jerry disse che era «uno a posto », e in seguito John decise di incontrare Pierre Trudeau: è bello pensare che non sia stata una coincidenza). Fu Lennon a rassicurare Jerry che no, i Bee Gees non avrebbero superato in popolarità i Beatles e che la musica che aveva fatto con Paul, George e Ringo sarebbe rimasta nel tempo senza essere trasformata in qualcosa di obsoleto da quella «più nuova» dei Bee Gees (e neppure il più grande fan de La febbre del sabato sera, emulo di Tony Manero e amante del falsetto del pur grande Barry Gibb può negare, quarant’anni dopo, che John avesse ragione).

E fu sempre John a ascoltare pazientemente — sembra fantascienza per chiunque abbia mai avuto a che fare con la moderna inumana macchina di pubbliche relazioni che avvolge le rockstar in una impenetrabile cortina di lusso, isolamento e servilismo — mentre Jerry agitatissimo insisteva che il «White Album» fosse pieno di significati nascosti e effetti subliminali: allora la più grande star del mondo, «più famoso di Gesù », spiegò al ragazzino in blazer blu infiltrato nella sua suite, parlando serenamente ma con fermezza nel microfono del grosso magnetofono che Jerry aveva preso in prestito da una radio locale, che non c'erano frasi nascoste, no, non c'era nessuna magia. Era solamente musica. E i Beatles erano ragazzi normalissimi, né stregoni né supereroi. Non diversi dai loro coetanei nel resto del mondo, semplicemente più famosi. Mentre i giornalisti veri aspettavano fuori dalla porta della suite, John regalò al suo nuovo amico un disco, autografò la copia di «Two Virgins» (LP-scandalo con John e Yoko nudi in copertina, bandito dalle autorità canadesi) che Jerry aveva portato con sé. Poi lo mandò a un concerto, quella sera, al posto suo: «Date al mio amico il trattamento da vip che avreste riservato a me», disse Lennon.

Poi, sorridendo, strinse la mano di Jerry. Che, quarant’anni dopo, non ha ancora lasciato la presa.

Matteo Persivale 11 maggio 2009




STATI UNITI: MOSTRA SU JOHN LENNON A NEW YORK
(from: fulltravel.it)

THE U.S VS. John Lennon Trailer
 
 

13 Maggio 2009

Apre oggi una mostra dedicata a John Lennon che ripercorre, con cimeli, foto e mirabilia varie, gli anni newyorkesi dell'artista. Intitolata John Lennon: the New York City years, la mostra ospitata dalla Rock & Roll Hall of Fame Annex NYC racconta con oggetti materiali un pezzo di strada percorso da John Lennon nella Grande Mela, città da lui molto amata per la quale ha parecchio lottato.

Tante le foto esposte: Lennon in posa vicino alla Statua della Libertà o l'istantanea con indosso lo smanicato "New York City". E poi chitarre, disegni, canzoni abbozzate su fogli, la sua Green Card. A tal proposito, sarà possibile leggere le molte lettere scritte alle autorità competenti per richiedere proprio la cittadinanza di New York; a caldeggiare questo desiderio di Lennon, anche gli scritti da amici artisti, scesi in prima linea davanti agli amministratori cittadini per aiutare John nell'intento: un nome su tutti è quello di Joan Baez.

Non mancherà il momento della riflessione più forte, quella sulla tragica fine di John Lennon: Yoko Ono, creatrice della mostra, ha infatti deciso di esporre anche un sacchetto marrone. In quel semplice oggetto, gli ultimi momenti di vita di Lennon: si tratta del sacchetto di cartone nel quale sono stati inseriti gli abiti insanguinati e gli effetti personali di Lennon. Un cimelio dal forte valore umano e simbolico, esposto per la prima volta allo scopo di far riflettere i visitatori sui danni che scaturiscono dal maneggiare con troppa facilità le armi.

Il biglietto può essere acquistato sul sito della Rock & Roll Hall of Fame Annex NYC e parte del ricavato sarà devoluto a Spirit Foundations, l'organizzazione caritatevole nata dall'iniziativa di John Lennon e Yoko Ono..